Acido folico: a cosa serve

Acido folico e folati sono vitamine del gruppo B, anche note con il nome di vitamina B9, fondamentali per le donne in gravidanza nella protezione e nello sviluppo dell’embrione, per la sintesi delle proteine e del DNA nonché per la formazione dell’emoglobina. I folati alimentari sono composti presenti negli alimenti, mentre l’acido folico è la molecola di sintesi presente nei supplementi vitaminici. L’acido folico è la forma più stabile e biologicamente attiva della vitamina B9, di cui l’organismo ha un accresciuto fabbisogno nella primissima fase della gravidanza, fin dal concepimento. Consolidate evidenze scientifiche dimostrano come la carenza di acido folico rappresenti uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di malformazioni congenite e, in particolare, dei difetti del tubo neurale, come il mancato sviluppo del cervello (anencefalia) o l’estroflessione del midollo spinale (spina bifida). Un'assunzione insufficiente di acido folico può compromettere la formazione dei globuli rossi, con conseguente anemia da carenza di acido folico. L'anemia da carenza di acido folico può essere il risultato di disordini da malassorbimento come la celiachia e la sprue tropicale. In gravidanza il fabbisogno di acido folico cresce notevolmente, ragione per cui, in associazione a un adeguato apporto alimentare, la donna deve assumere integratori. Il folato si trova in molti alimenti, quali carni (fegato, pollo, rene, tuorlo d'uovo), legumi (fagioli secchi, lenticchie, prodotti a base di soia, mandorle, noci), amidi (pane integrale, farina di frumento, patate), frutta e verdura (spinaci, barbabietole, cavoletti di Bruxelles, broccoli, cavoli, asparagi, banane, arance, pesche). I folati, pur trovandosi in abbondanza nelle verdure a foglia verde, nei legumi e in alcuni frutti, hanno una ridotta biodisponibilità. Anche per questo è indispensabile utilizzare supplementi di acido folico che, essendo assorbito nell’intestino in misura quasi totale, assicurano uno status ottimale. L’assunzione di acido folico prima del concepimento riduce fino al 70% il rischio che il feto sviluppi un difetto del tubo neurale. Secondo la “Raccomandazione ufficiale per la prevenzione dei difetti congeniti” occorre intervenire almeno 1 mese prima del concepimento e per tutto il periodo in cui si sta cercando la gravidanza fino al 3° mese di gestazione. Per donne a rischio (con precedenti gravidanze con difetti del tubo neurale o aborti ripetuti, affette da diabete, celiachia o altre patologie da malassorbimento o che assumono farmaci antiepilettici o antagonisti dell’acido folico), si raccomanda l’assunzione di un dosaggio più alto, pari a 4-5 mg al giorno. Ricordiamo che il livello di apporto massimo tollerabile di 1 mg al giorno di folati totali (folati naturali e acido folico) è stato definito nel 2000 dallo Scientific Commitee on Food della Commissione Europea, sulla base del rischio di progressione dei sintomi neurologici causati dal mascheramento dei segni ematologici della carenza di vitamina B12.
Referenze
  1. http://www.salute.gov.it/portale/p5_1_2.jsp?lingua=italiano&id=171
  2. https://emedicine.medscape.com/article/2085523-overview#showall
  3. https://lpi.oregonstate.edu/mic/vitamins/folate#definitions
  4. https://www.britannica.com/science/folic-acid